sabato 5 dicembre 2009

20 Giugno 1979 : Nilde Iotti Presidente della Camera

A dieci anni dalla morte del primo presidente della Camera donna
La lezione attuale di Nilde Iotti


di Gianfranco Fini*

Nilde Iotti ha interpretato con autorevolezza e rigore i valori costituzionali che sono alla base della vita democratica del nostro paese. A dieci anni dalla scomparsa, dobbiamo e possiamo trarre importanti insegnamenti dalla sua azione di presidente della Camera, di parlamentare, di dirigente politico. Ritengo che il significato dell’opera di Nilde Iotti sia ben sintetizzato da quanto disse, nel giorno della sua scomparsa, l’allora capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: la sua vita «coincide con la storia della Repubblica».

È una storia che la Iotti contribuì a scrivere fin dalla prima stagione dell’Italia democratica. Fu infatti deputato all’Assemblea costituente per poi partecipare intensamente e direttamente a tutte le fasi del primo cinquantennio repubblicano: dalla dialettica, a tratti aspra, che accompagnò il consolidamento del sistema politico alla costruzione degli istituti dello Stato sociale, dalla difesa della democrazia dall’attacco del terrorismo alla fine della guerra fredda e all’avvio di una nuova stagione politica. Nilde Iotti agì sulla scena pubblica con il forte senso delle sue idealità. Ma, al di là della sua identità politica coerentemente vissuta, ebbe costantemente di mira il rispetto e la promozione dei valori della Costituzione.

Innanzi tutto i valori di eguaglianza e di pari dignità delle persone. In tal senso, vorrei ricordare il suo impegno sul grande tema dell’emancipazione delle donne. E proprio alla condizione femminile ella rivolse il suo pensiero durante il discorso d’insediamento come presidente della Camera, pronunciato il 20 giugno 1979, quando sottolineò con orgoglio il fatto di essere la prima donna a ricoprire una delle più alte cariche dello Stato: «Io stessa – disse la Iotti in quell’occasione – vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti, tenaci, si sono aperte la strada verso la loro emancipazione». Come presidente della Camera dei deputati, Nilde Iotti offrì un esempio di imparzialità e di equilibrio che le valse il riconoscimento e la stima di tutte le parti politiche.

Non rinunciava, però, alle sue idee. Come disse Luciano Violante, «la sua imparzialità non fu mai neutralità». Essere super partes non significava per lei rimanere estranei al confronto delle opinioni. Ciò non diminuì affatto l’apprezzamento che la circondava, perché la cultura democratica si fonda, a ben vedere, sul confronto delle idee. È da lì che viene la capacità di dialogo e di ascolto. Guidò l’Assemblea con mano esperta e pacata. Quando le circostanze lo richiedevano, diede dimostrazione di fermezza. Quella della presidenza Iotti fu una lunga stagione: si snodò per tre legislature e coincise con una fase di profondi cambiamenti per la società e per la politica del nostro paese. In quegli anni, cominciò a farsi strada tra le forze politiche la convinzione che le istituzioni repubblicane, dopo il superamento delle fasi più critiche e mentre giungevano dalla società grandi segni di trasformazione ed evoluzione, avessero bisogno di accrescere la loro efficienza e capacità di decisione davanti alle nuove domande che provenivano dai cittadini.

Nilde Iotti non fu insensibile a quell’esigenza. Il senso forte della sua identità politica non confliggeva in lei con la consapevolezza della necessità di modernizzare la vita istituzionale. Nella sua visione, l’importanza del tema della governabilità si univa con la coscienza del ruolo fondamentale svolto dal Parlamento. È interessante ricordare quanto osservò nel suo secondo discorso di insediamento, nel luglio del 1983, all’esordio della IX legislatura: «Nessuno più di me ha maturato il convincimento della necessità di riforme che rendano il governo efficiente, stabile, forte. Per conseguire questo fine occorre che il Parlamento sappia dare efficienza moderna al suo funzionamento». Parole, credo, di assoluta e di evidente attualità.

Volendo sintetizzare il significato della sua lunga esperienza come presidente della Camera, potremmo dire che Nilde Iotti ebbe sempre di mira due grandi obiettivi: garantire in modo imparziale il confronto tra le forze politiche; promuovere in modo attivo e convinto il buon funzionamento dell’istituzione parlamentare. Il suo impegno per le riforme emerse in modo netto anche in un momento successivo della sua lunga esperienza istituzionale e politica. Fu quando, nel marzo del 1993, assunse la presidenza della Commissione bicamerale dopo le dimissioni di Ciriaco De Mita.

Non si trattò per lei di una scelta facile, perché il paese stava attraversando in quei mesi una delle fasi più drammatiche della sua transizione politica. Ma Nilde Iotti svolse il suo ruolo con la consueta serietà e con l’alto senso istituzionale che tutti le riconoscevano. Nel dicembre di quello stesso anno, dopo alcuni mesi di lavoro, era già pronta la relazione. Fu approvata dalla Commissione. La fine anticipata della legislatura ne impedì però la discussione in aula. Ma quell’esperienza ha comunque contribuito all’evoluzione e all’arricchimento del dibattito sulle riforme. Ella rivendicò il valore di quel lavoro in un discorso tenuto nel gennaio del 1996, quando ricordò che il paese domandava il cambiamento e l’ammodernamento delle istituzioni.

Quell’incitamento rimane più che mai valido anche oggi, dopo tredici anni, mentre l’Italia attende una nuova e decisiva stagione riformatrice. Nel ricordare Nilde Iotti come una delle grandi donne della Repubblica, non possiamo che esprimere tutta la nostra ammirazione per il senso profondo dei valori istituzionali e costituzionali che ella seppe interpretare nella storia dell’Italia. È

È la ragione per cui il suo insegnamento umano, morale e civile deve continuare a ispirare l’impegno di tutti noi per affermare sempre con coerenza la cultura della democrazia e per mantenere costantemente elevato e al tempo stesso sobrio il tono delle vita politica e istituzionale nel nostro paese.



*Presidente della Camera dei deputati

Intervento pronunciato in occasione della Incontro promosso dalla Fondazione della Camera dei deputati, Nilde Iotti a dieci anni dalla scomparsa, Roma, 2 dicembre 2009.


da Ffwebmagazine periodico della Fondazione Fare Futuro

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